Accordo Fifa-Fifpro: principali novità
10 Luglio

Alla vigilia dei Mondiali, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha annunciato di aver firmato un memorandum d’intesa con la FIFPRO, valido fino al 2031, per regolamentare lo status e i trasferimenti dei calciatori. Le nuove norme saranno incorporate nel regolamento FIFA (RSTP) ed entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2027. L’accordo prevede la creazione di una nuova piattaforma dedicata al dialogo sociale a livello globale nel mondo del calcio. A farne parte saranno la FIFA, la FIFPRO (sindacato mondiale dei calciatori), l’EFC (European Football Clubs) e la WLA (associazione dei campionati). Si tratta di un passaggio particolarmente significativo perché, per la prima volta, la FIFA accetta di condividere il processo decisionale su temi centrali, come il mercato dei trasferimenti, la tutela del benessere dei giocatori e gli standard relativi alla salute e alla sicurezza. La nuova struttura si fonda su un principio preciso: le future riforme del sistema dei trasferimenti dovranno essere il risultato di un confronto e di un accordo tra tutte le parti coinvolte, superando la logica delle decisioni assunte unilateralmente.
Per la FIFPRO questo rappresenta uno dei risultati più importanti mai raggiunti sul piano della rappresentanza dei calciatori nella governance internazionale del calcio.
La novità forse più rilevante riguarda i giocatori con una retribuzione annua pari o inferiore a 150.000 euro, che avranno diritto a una quota dell’indennità di trasferimento, con un minimo del 5% corrisposto direttamente dal club cedente. Il principio è semplice: se il talento di un calciatore genera valore economico, il calciatore deve poter beneficiare di una parte di quel valore.
Un altro capitolo centrale dell’accordo riguarda le conseguenze della violazione contrattuale. Le parti potranno continuare a stabilire preventivamente l’eventuale risarcimento dovuto in caso di rottura del contratto, ma il Football Tribunal avrà la facoltà di ridurre o ignorare clausole considerate eccessive o manifestamente ingiuste. La regola generale è che, sia il calciatore sia il club avranno diritto a un indennizzo almeno pari al valore residuo del contratto violato. Inoltre, il risarcimento non potrà essere automaticamente ridotto solo perché il giocatore ha trovato una nuova squadra dopo aver subito la violazione. Tuttavia, viene introdotta una presunzione specifica: se il giocatore firma con una nuova società entro 45 giorni dalla rottura del rapporto, si presume che il nuovo club abbia contribuito alla rottura del contratto. Sarà quindi la società a dover dimostrare davanti al Football Tribunal di non aver indotto il calciatore ad interrompere il rapporto.
Sempre nell’ottica di rafforzare la tutela dei calciatori, tra le novità più significative figurano anche le misure volte a contrastare le pratiche utilizzate per spingere un giocatore ad andarsene. Allenarsi da soli, essere esclusi dalla rosa o subire altre forme di isolamento non saranno più semplici scelte tecniche, ma potranno configurare un abuso e costituire una valida causa di risoluzione del contratto. Ai club sarà vietato, tra l’altro, trattenere il passaporto di un calciatore o privarlo dell’alloggio fornito dalla società. In presenza di questi comportamenti, il calciatore avrà diritto almeno al pagamento integrale dello stipendio residuo previsto dal contratto.
Anche sul piano disciplinare le sanzioni diventano più severe: si parte da un avvertimento e una multa, per arrivare a limiti sul numero di acquisti consentiti e, nei casi di recidiva, al blocco del mercato. Un irrigidimento significativo rispetto al passato, quando le sanzioni più pesanti scattavano soltanto dopo la quarta infrazione da parte del club.
Una svolta importante si ha anche per i giovani calciatori. Se finora i minorenni non potevano sottoscrivere accordi superiori a tre stagioni sportive, i club potranno ora offrire ai talenti cresciuti nel proprio vivaio un primo contratto professionistico della durata massima di cinque anni. L’obiettivo è garantire maggiore stabilità e continuità nel percorso di crescita, mantenendo al contempo adeguate tutele sul piano sportivo, formativo ed economico.
Infine, è stata introdotta un’importante modifica concernente il benessere dei calciatori. Infatti, grazie all’intesa con la FIFA, i giocatori e i loro rappresentanti parteciperanno alla definizione dei futuri standard relativi ai periodi di riposo, alle pause stagionali, ai tempi di recupero e agli intervalli minimi tra una partita e l’altra.
Grazie a questo accordo, i giocatori non saranno più semplici destinatari delle norme che regolano le loro carriere, ma avranno la possibilità di contribuire direttamente alla loro definizione.
L’obiettivo finale è costruire un sistema più giusto, equilibrato e inclusivo, capace di tenere conto degli interessi e delle esigenze di tutti gli attori del calcio mondiale.