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FIFA: le nuove disposizioni sulle cessioni a titolo temporaneo dell’RSTP

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legislab fifa rstp
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Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio LegisLAB, l’avvocato Gianluca Medina e la dottoressa Erika Mazzucotelli, hanno analizzato, articolo per articolo, le modifiche al “Regulations on the Status and Transfer of Players” (RSTP), inerenti il sistema delle cessioni a titolo temporaneo di calciatori, approvate dal Consiglio della Fédération Internationale de Football Association (FIFA) lo scorso 30 marzo e pubblicate sul sito ufficiale lo scorso 3 maggio.

In linea generale, si può anticipare che la FIFA è intervenuta principalmente al fine di garantire un sistema delle cessioni internazionali a titolo temporaneo maggiormente regolamentato e che favorisca la formazione e la crescita dei giovani calciatori a livello internazionale, demandando allo stesso tempo alle federazioni nazionali di intervenire entro tre anni dall’entrata in vigore (1° luglio 2022), tramite l’implementazione di disposizioni inerenti il sistema di prestiti nazionali che siano in linea con i principi di cui alla novella.

Si segnala, in particolare, l’adozione da parte della FIFA di un limite massimo al numero di calciatori che un club può cedere a titolo temporaneo a livello internazionale, di cui all’articolo 10, commi 6, 7, 8 e 9 del RSTP. In aggiunta a tale modifica, che rappresenta la più rilevante novità, la FIFA con riferimento ai contratti di cessione internazionale a titolo temporaneo è andata a prevedere, oltre a una durata del contratto minima, pari all’intervallo di tempo tra le due finestre di calciomercato, anche una durata massima, pari a un anno.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda all’articolo completo sul blog de La Gazzetta dello Sport.

Contatta gli autori, l’avv. Gianluca Medina e la dott.ssa Erika Mazzucotelli

Benvenuto a Daniele Iorio, entra in LegisLAB come equity partner

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avvocato Daniele Iorio LegisLAB

L’avvocato Daniele Iorio, esperto di diritto societario entra in LegisLAB

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LegisLAB ha il piacere di annunciare l’arrivo dell’avvocato Daniele Iorio (in foto), che entrerà a far parte della compagine come nuovo socio equity, con due collaboratori, gli avvocati Francesco Ferroni e Francesco Campochiaro.

Iorio, già socio dello studio legale CDRA, è docente di diritto commerciale all’Università LIUC di Castellanza.

Il percorso professionale in primari studi italiani e internazionali e i rilevanti track record  maturati negli anni di attività nei confronti di società di elevatissimo standing, testimoniano la grande esperienza soprattutto nel diritto societario, tanto in ambito litigation tanto in ambito corporate M&A.

L’avvocato Daniele Iorio vanta una esperienza molto significativa anche nel settore dei contratti commerciali in ambito giudiziale e stragiudiziale.

L’ingresso di Daniele Iorio consentirà a LegisLAB di rafforzare ulteriormente queste aree di attività, con particolare riferimento alla practice di corporate M&A, in cui LegisLAB fa già rilevare una forte reputazione sul mercato per le numerose operazioni straordinarie, domestiche e internazionali, portate a termine con successo negli ultimi anni.

«Con l’arrivo di Daniele – commenta il Managing Partner, avvocato Alberto Porzio – LegisLAB consolida il suo posizionamento nei settori strategici del diritto commerciale, societario giudiziario e nella consulenza corporate M&A, molto apprezzata dai clienti».

Sport e Ramadan

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Ramadan sport LegisLab

Perché i club calcistici non sarebbero legittimati a contestare eventuali (e comunque non comprovati) pregiudizi alla performance sportiva in relazione al digiuno

 

Ramadan sport LegisLab

Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio legale LegisLAB, l’Avvocato Paolo Marsilio ha analizzato la fondatezza di eventuali azioni legali esperite dai club calcistici (specie di Serie A) nei confronti dei rispettivi calciatori musulmani, a fronte del prolungato digiuno a cui saranno chiamati nel mese del Ramadan e delle eventuali ripercussioni in termini di performance sportiva.

Con l’inizio, sabato 2 aprile, del Ramadan – il nono mese del calendario musulmano, dedicato alla preghiera e al digiuno – tutti gli uomini e le donne di fede islamica, con la sola eccezione delle persone malate, di quelle in viaggio, dei bambini e delle donne incinte, sono tenuti ad astenersi quotidianamente da cibo, acqua e qualsiasi altro tipo di bevanda, fumo e rapporti sessuali, dall’alba fino al tramonto.

Orbene, ai sensi dell’articolo 9 del Contratto collettivo dei calciatori di Serie A, sussiste un obbligo per i calciatori di curare la propria integrità psico-fisica in funzione delle prestazioni sportive che sono tenuti a fornire. Analogamente, ai sensi dell’articolo 10, devono osservare le istruzioni tecniche e le altre prescrizioni impartite per il conseguimento degli scopi agonistici.

In via puramente astratta, le norme sopra richiamate potrebbero porre in una condizione di potenziale inadempimento i calciatori che non fossero in grado di garantire un’ottimale resa della prestazione sportiva per ragioni quali un’alimentazione inadeguata.

Tuttavia, in concreto, ogni eventuale azione legale volta a chiedere un possibile ripristino del sinallagma contrattuale ove tale presunto inadempimento fosse legato a legittime pratiche religiose, si scontrerebbe certamente con norme di rango superiore tali da rendere illegittime le pretese dei club.

Ed infatti, la Costituzione, che tutela la libertà religiosa, governa l’intera normativa vigente (fra cui, pertanto, anche le norme che governano l’ordinamento giuridico sportivo) e preclude ogni possibile azione idonea a minare il libero esercizio della religione anche laddove questo comporti una lesione degli obblighi lavorativi.

Interessante anche valutare l’effettiva incidenza del digiuno sulle concrete performance sportive, come parrebbero escludere illustri studi universitari o, banalmente, le ottime prestazioni di alcuni calciatori a livello nazionale e internazionale. 

clicca qui per leggere l’articolo su La Gazzetta dello Sport.

Il nuovo volto del padel

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Dalla creazione dell’associazione dei giocatori alla battaglia legale tra Federazione Internazionale e World Padel Tour

 

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Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio Legale LegisLAB, l’avvocato Alessia Murgia ha tratteggiato gli aspetti salienti della battaglia legale che vede contrapposti, da una parte, la Federazione Internazionale di Padel (FIP) e l’associazione dei giocatori professionisti (PPA) e, dall’altra, il circuito privato World Padel Tour (WPT).

La creazione della nuova competizione mondiale Premier Padel e la sua incoronazione, da parte della FIP, come unico tour ufficiale dello sport del padel, ha innescato una serie di reazioni da parte di quello che – fino a quel momento – è stato il più prestigioso circuito professionistico.

Infatti, il WPT, competizione privata organizzata dalla società spagnola Setpoint Events, ha contrattualizzato in esclusiva, fino al 2023, i primi 20 giocatori della classifica internazionale, prevedendo stringenti obbligazioni a loro carico.

In particolare, per i top 20 del ranking è vietato competere in altri eventi sportivi diversi dal WPT e da quelli espressamente consentiti dal contratto; per i giocatori che ricoprono posizioni inferiore alla 21esima non vi è un vincolo di esclusiva, ma il solo divieto di partecipare ad altre competizioni nel periodo compreso tra il settimo giorno precedente e il settimo successivo al torneo WPT.

Analogamente a quanto avvenuto in ambito calcistico in occasione dell’annuncio della creazione della Superlega, anche in questo caso le tematiche del libero esercizio dell’attività sportiva sono state portate all’attenzione delle istituzioni europee. La Federazione Internazionale e il “sindacato” dei giocatori, infatti, hanno investito della questione la Commissione europea, presentando una denuncia per violazione degli articoli 101 e 102 TFUE da parte del World Padel Tour.

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Le sanzioni alla Russia e le conseguenze nei confronti del Chelsea F.C.

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Sanzioni Russia conseguenze calcio

Le sanzioni alla Russia hanno pesanti conseguenze anche sul calcio europeo.

Sanzioni Russia conseguenze calcio

Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio LegisLAB, l’avvocato Paolo Marsilio ha esaminato le ripercussioni sportive ed economico-strategiche del Chelsea F.C. di Roman Abramovich a seguito delle sanzioni imposte alla Russia dall’UK.

Clicca qui per leggere l’articolo

Fra le conseguenze che sono scaturite dall’invasione perpetrata dalla Russia ai danni dell’Ucraina, vi sono anche le sanzioni economiche inflitte contro Mosca.

Ma nell’intento di indebolire la posizione di Vladimir Putin, alcune sanzioni economiche hanno colpito altresì una cerchia ristretta di individui che a diverso titolo possono essere associati al presidente della Federazione Russa.

 

Le conseguenze delle sanzioni sul Chelsea Football Club

Come vedremo, uno dei principali esempi degli effetti sullo sport è rappresentato dalle ripercussioni che sta subendo, in questa fase, il club calcistico londinese Chelsea F.C.

In particolare, dal canto proprio, il Regno Unito – nell’intento di colpire più o meno indirettamente Putin – con il Russia (Sanctions) (EU Exit) Regulations 2019 ha imposto sanzioni a più di 1000 entità e individui ritenuti associabili a vario titolo al presidente russo. In questa “lista nera” è stato per l’appunto inserito il proprietario del Chelsea F.C., al quale, a partire dal 10 marzo scorso, è stato imposto un “asset freeze” (un congelamento dei propri beni).

Questa misura comporta alcuni rilevantissimi pregiudizi al soggetto sanzionato, dal momento che: (i) comporta il congelamento dei fondi o delle risorse economiche possedute; (ii) impedisce la fornitura o messa a disposizione di servizi finanziari e di risorse a determinate entità o persone o che determinate risorse economiche vengano ricevute.

Il motivo per cui anche il Chelsea F.C. – direttamente – sta subendo pregiudizio dall’inserimento di Roman Abramovich nella Lista stilata dal governo britannico risiede nel fatto che tale sanzione si applica “di riflesso” alle entità e ai beni posseduti/controllati dagli individui designati.

Benché – attraverso specifiche licenze – siano previsti alcuni margini di manovra per garantire la stretta sopravvivenza dell’entità, tutti gli eventuali introiti ricevuti dal club nell’ambito delle attività consentite devono essere immediatamente congelati.

In questo articolo, esaminiamo le conseguenze – sportive e non – che il Chelsea F.C. sta subendo a causa delle sanzioni imposte al proprio patron Roman Abramovich da parte del governo britannico.

 

Le modifiche regolamentari e le novità introdotte dall’ultimo Consiglio Federale FIGC

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Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio LegisLAB, l’avvocato Gianluca Medina ha illustrato le novità e le modifiche regolamentari conseguenti alla riunione del Consiglio Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio tenutasi lo scorso 16 marzo.

Tra le decisioni ivi assunte, ve ne sono alcune che si inseriscono nella dialettica istituzionale in corso tra FIGC e Lega di Serie A.
In particolare, si fa riferimento alla proroga del mandato del Commissario ad acta, Prof. Giovanni Terracciano, con riferimento all’adeguamento dello statuto della Lega di Serie A ai “Principi Informatori degli Statuti e dei Regolamenti delle Leghe” pubblicati dalla FIGC con C.U. N° 125/A del 26 novembre u.s., nonché al rinvio di qualsiasi decisione in materia di Manuale Licenze Nazionali, con particolare riferimento alla prospettata introduzione del criterio dell’indice di liquidità quale “criterio ammissivo” per l’iscrizione ai prossimi campionati da parte dei club professionistici.

Con riguardo alle modifiche regolamentari, vengono analizzate le principali disposizioni dei C.U. NN° 205 e 206 pubblicati il 17 marzo u.s., in virtù dei quali la FIGC ha introdotto ulteriori modifiche all’art. 20 bis NOIF e 32 CGS in materia di acquisizione di partecipazioni societarie in ambito professionistico, norme già oggetto di intervento da parte del regolatore federale negli ultimi tempi.

Secondo quanto riferito nel comunicato stampa ufficiale della Federazione, dette modifiche rispondono all’esigenza di migliorare taluni passaggi dell’attuale assetto regolamentare che hanno dato luogo a continui interventi interpretativi e inviti della giustizia sportiva (Corte Federale d’Appello, in particolare SS. UU n. 0043/CFA 17.12.2021) volti a prevedere un trattamento sanzionatorio differenziato per il caso in cui l’acquirente di partecipazioni societarie, munito dei requisiti richiesti dall’assetto regolamentare, abbia semplicemente tardato nel deposito della documentazione presso la FIGC, rispetto al diverso caso in cui l’acquirente non possieda i requisiti richiesti per l’acquisizione.

Contatta l’autore dell’articolo, l’avv. Gianluca Medina.

Le disposizioni FIFA per la guerra in Ucraina

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Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio LegisLAB, l’avvocato Alberto Porzio e la dottoressa Erika Mazzucotelli, hanno provato ad analizzare le più importanti modifiche apportate dalla FIFA al Regulations on the Status and Transfer of Players (FIFA RSTP) a fronte della guerra in Ucraina.

Hanno ipotizzato le modalità/oggetto di un eventuale intervento della Federazione Italiana Giuoco Calcio volto a recepire a livello nazionale le predette modifiche.

In particolare, la FIFA ha introdotto le nuove disposizioni applicabili a tutti i contratti di prestazione sportiva “di dimensione internazionale”, conclusi da calciatori e allenatori con club affiliati alla federazione calcistica ucraina (UAF) o a quella russa (FUR) nel FIFA RSTP, tramite l’Annex 7.

La Federazione calcistica internazionale con l’adozione di tali disposizioni ha voluto garantire a calciatori, anche di minore età, e allenatori che hanno un contratto di prestazione sportiva in essere con club affiliati alle federazioni calcistiche dei Paesi coinvolti nel conflitto, di poter continuare a svolgere la loro professione, tramite la sospensione – fino al prossimo 30 giugno – del suddetto contratto di prestazione sportiva e concedendo ai predetti calciatori la possibilità di tesserarsi in via temporanea fuori dalle finestre di mercato a determinate condizioni.

A fronte del predetto intervento della FIFA, ci si è pertanto chiesti, venendo alla dimensione nazionale, come e se le nuove disposizioni verranno effettivamente implementate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

E infatti, allo stato attuale, la normativa nazionale, tra cui più specificamente la normativa sui tesseramenti presso le società professionistiche (C.U. FIGC n. 250/A del 21 maggio 2021) e quella sul tesseramento di extracomunitari (C.U. FIGC n. 268/A del 10 giugno 2021), non dialoga pienamente con le nuove disposizioni introdotte dalla FIFA.

Contatta gli autori dell’articolo, l’avv. Alberto Porzio e la dott.ssa Erika Mazzucotelli.

Esports e diritti audiovisivi: una partita aperta

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Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio LegisLAB, l’avvocato Alessia Murgia ha tratteggiato gli aspetti salienti e le criticità connesse ai diritti audiovisivi negli esports, fenomeno in continua crescita anche in Italia.

In particolare, sono state evidenziate le principali differenze tra gli eventi sportivi e quelli relativi agli esports.
Infatti, i diritti audiovisivi degli eventi sportivi di campionati, coppe e tornei professionistici a squadre delle correlate manifestazioni sportive, organizzati a livello nazionale, sono espressamente disciplinati dal c.d. Decreto Melandri (D.Lgs. 09/2008), che mira a garantire la trasparenza di questo mercato, regolamentando la ripartizione delle risorse economiche e finanziarie assicurate dalla commercializzazione in forma centralizzata di tali diritti, nonché l’equilibrio competitivo fra i soggetti partecipanti alle competizioni.

Su un differente piano si collocano, invece, gli esports, cioè le competizioni elettroniche che si svolgono attraverso l’utilizzo di opere multimediali – i videogiochi – e che, pertanto, sono tutelati dal diritto d’autore.

In quest’ottica, nonostante l’incertezza regolamentare, accanto ai tradizionali player del settore (publisher e giocatori in primis) si sono fatti largo anche altri attori – quali team professionistici, leghe nazionali e internazionali, nonché piattaforme di live-streaming – che vanno ritagliandosi spazi significativi in questo segmento di mercato.

Da questo contributo emerge che, sebbene lo scenario che va delineandosi in materia di broadcasting degli esports veda ancora i publisher come potenziali protagonisti, nei prossimi anni sarà interessante poter osservare se si realizzerà un avvicinamento al modello di commercializzazione dei diritti audiovisivi affermatosi nello sport tradizionale o se, al contrario, determinerà un allontanamento del pubblico, ormai abituato ad una libera fruizione dei contenuti.

Contatta l’avv. Alessia Murgia, autrice dell’articolo.

 

La “nuova era” della Formula 1 e le novità regolamentari

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La F1 Commission ha introdotto, a partire dall’edizione 2022 del mondiale di F1, modifiche e novità regolamentari tali da aver indotto gli appassionati a parlare di “nuova era”.

Gli obiettivi alla base di queste modifiche sono stati sostanzialmente quelli di aumentare lo spettacolo in gara, migliorare l’equilibrio competitivo e ridurre i costi per le scuderie.

Le principali novità introdotte sulle monoposto riguardano l’aerodinamica, la deportanza, le gomme, il peso e lo sviluppo.

Quanto alle novità regolamentari e di format, invece, la prima riguarda le power unit, in merito alle quali è stato raggiunto un accordo per “congelarle” – non consentendo nuovi sviluppi – al fine di consentire ai produttori di lavorare essenzialmente ad una nuova generazione di centraline. Altra modifica, questa volta al format, riguarda il ritorno a un test pre-stagionale in due parti.

Diversamente dall’anno scorso, infatti, e alla luce di un così radicale cambiamento ai regolamenti tecnici e alle auto, il programma di test pre-stagionali, per il 2022, è stato raddoppiato.

Una terza novità, tornando al regolamento, riguarda un inasprimento delle restrizioni sui test aerodinamici, con l’introduzione della “scala mobile” dei test aerodinamici, basata sul posizionamento dei team nel campionato costruttori.
Questi test sono una combinazione di tempo nella galleria del vento e di fluidodinamica computazionale (o computational fluid dynamics – CFD).

Quarta modifica regolamentare è stata l’introduzione di un livello di budget cap più basso.
Infine, è stato modificato il format dei fine settimana “non-sprint” (al fine di ridurre la quantità di tempo che le scuderie trascorrono lontane dai rispettivi headquarter) mentre per quanto riguarda i week end “sprint” (Imola, Zeltweg e San Paolo), non definiranno la pole position – che sarà stabilita dalle qualifiche del venerdì – ma assegneranno punti ai primi 8 piloti dell’ordine d’arrivo (non più solo ai primi 3).

Infine, sono state introdotte nuove regole di punteggio in caso di Gran Premi brevi.

Infatti, da quest’anno nessun punto verrà assegnato a meno che non siano stati completati almeno due giri dal leader senza un intervento di Safety Car e/o Virtual Safety Car.

Leggi di più sul blog “Le regole del gioco”.

Contatta l’avv. Paolo Marsilio, autore dell’articolo.

“Il nuovo Regolamento Agenti Sportivi CONI: le modifiche sostanziali articolo per articolo”, l’articolo di Erika Mazzucotelli e Gianluca Medina per La Gazzetta dello Sport

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Nell’articolo pubblicato su “Le Regole del Gioco”, blog di approfondimento di diritto sportivo dello Studio LegisLAB, l’avvocato Gianluca Medina e la dottoressa Erika Mazzucotelli, hanno analizzato, articolo per articolo, la nuova versione del Regolamento Agenti Sportivi CONI, pubblicata a sole due settimane dalla pubblicazione del nuovo Regolamento FIGC Agenti Sportivi, del Regolamento Disciplinare FIGC Agenti Sportivi e del Codice di Condotta Professionale, le cui novità, oggetto di un precedente articolo, miravano principalmente a recepire le modifiche introdotte dalla precedente versione del Regolamento Agenti Sportivi CONI del 20 luglio 2021.

Le novità più rilevanti sono state apportate con riferimento all’istituto della domiciliazione di cui all’art. 23. In particolare, rispetto alla precedente formulazione della nozione di “agente sportivo domiciliato”, sono stati introdotti tre requisiti per l’iscrizione a questa sezione del Registro Nazionale: (i) residenza da almeno un anno presso uno Stato estero, criterio che, non rappresenta una novità assoluta per quanto riguarda l’assetto regolamentare degli agenti sportivi, in quanto, seppure in una formulazione parzialmente diversa, era stato introdotto nella versione del Regolamento deliberato il 14 maggio 2020, per poi essere eliminato nella successiva versione deliberata il 15 dicembre 2020, (ii) abilitazione presso detto Stato estero da almeno un anno, (iii) aver ricevuto ed eseguito due mandati nel corso dell’ultimo anno.

Le nuove previsioni regolamentari in tema di domiciliazione, tra cui si individua anche l’obbligo per il domiciliatario e il domiciliante di agire congiuntamente e di effettuare il pagamento degli importi concordati esclusivamente a favore del domiciliatario, ai sensi dell’art. 26 trovano applicazione con riferimento alle domande presentate a far data dall’entrata in vigore di esso, nonché per i nominativi già iscritti nell’elenco domiciliati con decorrenza dalla scadenza della validità dell’inserimento per l’anno 2021, non oltre il 31.12.21

Potete consultare l’articolo completo sul blog de La Gazzetta dello Sport.

Contatta gli autori avv. Gianluca Medina e la dott.ssa Erika Mazzucotelli